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Da secoli gli artigiani dell'alabastro
sono specializzati a seconda delle diverse lavorazioni
e quindi della forma finale del pezzo che devono creare.
Ci sono oggetti che richiedono l'intervento di due o
tre differenti tipi di lavorazione e che passano quindi
da diverse botteghe artigiane prima di essere messi
sul mercato.
LA SQUADRATURA
Gli SQUADRATORI sono gli artigiani che fanno i “pezzi
quadri”, cioe tutto quello che in linea di massima e
racchiuso in un parallelepipedo o in forme ortogonali.
Utilizzano inizialmente “seghe a strascico” (che lavorano
in senso orizzontale) per tagliare i blocchi in lastre
delle dimensioni desiderate. Sulle lastre vengono riportate
con le “seste” (specie di compassi di misurazione) le
sagome dell'altezza, che verranno poi tagliate con seghe
verticali, praticamente uguali o simili a quelle dei
falegnami. I controlli di squadratura e le rifilature
sono poi effettuati con seghe a disco o con taglierini
di precisione e con i dischi abrasivi.
Una branca molto interessante della squadratura e il
mosaico che viene spesso effettuato usando diversi tipi
di alabastro nel loro colore naturale.
| Squadratura |
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Taglio di un Arnione |
Levigatura al "Disco" |
LA TORNITURA
I TORNITORI realizzano i “pezzi tondi”,
cioe tutti gli oggetti circolari o sferici che vanno
lavorati a tornio. Utilizzano inizialmente le seghe
per preparare il cilindro del materiale da lavorare,
poi con uno speciale mastice, che preparano personalmente,
incollano il pezzo all'asse del tornio e iniziano la
lavorazione vera e propria scavando nel materiale con
i “rampini” e misurando gli spessori con le “tente”.
Quando la forma e ottenuta, il pezzo ancora attaccato
al tornio subisce la prima ripulitura (dipesciatura)
con carte e retine, poi viene staccato con un ferro
speciale: e questa un'operazione delicata, perché pezzi
particolarmente sottili e fragili rischiano di rompersi
proprio al momento in cui vengono staccati dal tornio.
I torni consentono, salvo casi speciali, la lavorazione
di pezzi il cui diametro non supera i cm 50-60, anche
se e possibile tornire pezzi di 90-100 cm.
| Tornitura |
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Levigatura al tornio |
Tornitura con Rampino |
L'ORNATURA
Gli ORNATISTI sono gli artigiani specializzati all'ornato,
nella incisione a bassorilievo o altorilievo dell'oggetto.
Dopo aver riportato sull'oggetto il disegno e i punti
di riferimento necessari, lavorano l'alabastro con le
“scuffine” ed i “ferri”, arnesi di infinite forme e
dimensioni, adatti di volta in volta ad effettuare incisioni,
scannellature, effetti particolari.
| Ornatura |
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Incisione a traforo di un piatto |
Incisione di un'Urna Etrusca |
LA SCULTURA
Gli SCULTORI lavorano sulla base
di disegni (che spesso creano personalmente o liberamente
reinterpretano), ma anche all'impronta secondo le caratteristiche
del blocco di pietra, oppure su modelli tridimensionali
in gesso. In questo caso riportano con le seste le misure
e i punti di riferimento sul blocco di materiale in
lavorazione, e intervengono poi con scalpelli, rhtmle,
ferri e scuffine.
Gli scultori animalisti sono quelli specializzati nella riproduzione di animali.
I metodi di lavorazione sono identici a quelli degli scultori di figure umane
| Scultura |
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Vecchia "Bottega di Animalisti" |
Tre gazzelle in un unico blocco
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LA FINITURA
Il tema della rifinitura e della lucidatura
e probabilmente uno dei piu interessanti e dei piu sottovalutati
dai profani. Solo dopo quest'ultimo intervento l'alabastro
mostra completamente le sue caratteristiche estetiche
(il gioco di trhtmlarenze, di colore, le venature) e
si offre al tatto con la sua straordinaria vellutazione.
Nella lavorazione tradizionale, completamente manuale,
il pezzo dipesciato (il termine deriva dal fatto che
per questa operazione di levigatura si usava la pelle
di pescecane essiccata) veniva ulteriormente levigato
utilizzando come materiale abrasivo le sprelle, cioe
delle felci sottili raccolte nei terreni umidi. La sprellatura
(essenzialmente un compito affidato alle donne) consisteva
nello strofinare delicatamente il pezzo con le sprelle
bagnate, fino a togliere le ultime imperfezioni sfuggite
alla dipesciatura. L'oggetto veniva poi accuratamente
lavato e si passava alla lucidatura vera e propria,
la cui prima fase consisteva nel massaggiare la superficie
per mezzo di stracci avvolti intorno alle dita con una
pasta cosi composta: ossa spugnose di bue bruciate nel
camino, triturate finemente e impastate con sapone giallo
di seta. La seconda fase consisteva in un trattamento
con polvere di zolfo strofinata con panni morbidi, bagnati
in acqua. Il pezzo, perfettamente levigato e lucidato,
doveva poi essere “rianimato” per restituirgli la morbidezza
persa durante la lavorazione. Esso veniva lentamente
scaldato in un mobile, “madia”, speciale, sotto la quale
veniva posta della brace coperta di cenere. Ottenuta
la giusta temperatura, l'alabastro veniva cosi spalmato
con lo sparmaceto, una sostanza grassa cosi composta:
olio di vaselina, un grasso animale, cera vergine bianca
e pece greca. Era fondamentale anche la dosatura dei
vari ingredienti per l'ottima riuscita dell'operazione.
La “sparmacetatura” veniva effettuata piu volte, sempre
scaldando il pezzo, finché brillantezza e morbidita
non raggiungevano la perfezione: alla fine il pezzo
veniva lustrato con panni di cotone. Nella lucidatura
effettuata attualmente, ma secondo gli schemi tradizionali,
la “dipesciatura” viene effettuata manualmente con carte
a vetro e la “sprellatura” con carte sottilissime ad
acqua. La lucidatura e ottenuta trattando il pezzo su
una spazzola rotante, alla quale viene applicata con
un pennello una pasta di polvere di conchiglie e crostacei
detta triplo. L'operazione e delicata perché l'alabastro
non deve mai surriscaldarsi a rischio d'ingessire (cioe
di cuocere e di perdere trhtmlarenza) e viene conclusa
passando il pezzo su un'altra spazzola molto morbida,
utilizzando pani di “lustro”, una polvere abrasiva finissima
d'htmletto simile al gesso.
| Finitura |
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Levigatura al tornio |
Lucidatura a spazzola
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LA COLORAZIONE
Un'interessante caratteristica dell'alabastro e la capacita di essere colorato. La “colorazione”,
usata da secoli e facile a causa della porosita del materiale, e effettuata per immersione ed e in grado
di conferire agli alabastri chiari le piu incredibili gamme e tonalita di colore.
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